Inflazione in calo a maggio, anche se resta su livelli alti (+7,6%). Come difendersi? I consigli sulla spesa

L’Istat ha calcolato che a maggio 2023 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dell’0,3% su base mensile e dell’7,6% su base annua, a aprile era dell’8,2%. Leggero calo dei prezzi per i generi alimentati lavorati dal 14,0% al 13,4%.  

La decelerazione del tasso di inflazione si deve, in prima battuta, al rallentamento su base tendenziale dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +26,6% a +20,5%) e, in misura minore, degli Alimentari lavorati (da +14,0% a +13,4%), degli Altri beni (da +5,3% a +5,1%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +6,0% a +5,5%). Tali effetti sono stati solo in parte compensati dalle tensioni al rialzo dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +8,4% a +8,9%) e dei Servizi relativi all’abitazione (da +3,2% a +3,4%).

Si attenuta la crescita su base annua dei prezzi dei beni (da +10,4% a +9,5%) e, in misura minore, quella dei servizi (da +4,8% a +4,6%), portando il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni a -4,9 punti percentuali, da -5,6 di aprile.

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano in termini tendenziali (da +11,6% a +11,3%), come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +7,9% a +7,1%).

L’aumento congiunturale dell’indice generale si deve principalmente all’aumento dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+1,5%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,1%), degli Alimentari lavorati (+0,7%) e dei Servizi relativi all’abitazione (+0,3%); tali effetti sono stati solo in parte compensati dal calo dei prezzi degli Energetici non regolamentati (-1,4%).

L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,% per l’indice generale e a +4,7% per la componente di fondo.

I dati Eurostat indicano che il prezzo medio dei prodotti agricoli nel loro complesso (produzione) nell’UE è aumentato del 24% tra il 2021 e il 2022. Gli aumenti di prezzo più marcati sono stati per i cereali (+45%), le uova (+43%) e il latte ( +31%). Si sono infatti registrati aumenti di prezzo per tutti i gruppi merceologici, ad eccezione della frutta (-3%).

L’alto livello dell’inflazione ha pesanti effetti sui bilanci delle famiglie, la stessa Istat ha calcolato che la spesa media mensile per consumi delle famiglie residenti in Veneto nel 2022 è di circa 2.563 euro, di questi 450 euro sono per prodotti alimentari e bevande analcoliche, vale a dire 5.400 euro in un anno.

L’aumento dell’inflazione è «la più iniqua delle tasse» in quanto riduce il potere d’acquisto e colpisce i ceti meno abbienti che spendono in consumi la maggior parte del loro reddito, come scriveva Luigi Einaudi.

Inoltre l’Italia è l’unico Paese Ocse in cui i salari sono diminuiti negli ultimi trent’anni, complice la stagnazione di Pil e produttività: -3%, mentre la Germania segna +34%, la Francia +31% e la Spagna +6%. I nati dopo il 1986 hanno il reddito pro-capite più basso della storia italiana.

Per questo bisogna agire e mettere in atto strategie che permettono di risparmiare sulla spesa alimentare.

Combattere lo spreco alimentare

Il Rapporto ‘Il caso Italia’ 2022 di Waste Watcher International mostra che durante l’ultimo anno, in Italia, si contano 7 miliardi di euro buttati nei rifiuti, una cifra che corrisponde allo sperpero annuo di 1.866.000 tonnellate di cibo (un aumento di circa il 15% in più rispetto all’anno precedente). In media, a settimana, gli italiani gettano nella spazzatura circa 595,3 grammi di cibo, ovvero 30,956 kg annui (circa il 15% in più dell’anno precedente, in cui si sono gettati via 529,3 grammi di cibo). La top 5 degli alimenti più sprecati vede in prima posizione la frutta fresca (25,5 grammi), seguita da insalate (21,4 grammi), pane fresco (20,0 grammi), verdure (19,5 grammi) e cipolle, aglio, tuberi (18,7 grammi). Tra le cause che stanno alla base dello spreco alimentare il 47% degli intervistati afferma di dimenticarsene, trovando il prodotto scaduto/deteriorato.

Meno della metà degli italiani attua una strategia anti-spreco durante la fase di acquisto del cibo. In particolare, il 41% dichiara di acquistare periodicamente prodotti a lunga scadenza e frequentemente prodotti freschi. A seguire, il 36% fa affidamento a un’organizzazione del frigorifero/dispesa per tenere sotto controllo la scadenza dei prodotti oppure acquista confezioni di cibo in piccoli formati.

Durante la fase di consumo del cibo, l’86% degli intervistati dichiara di mangiare prima il cibo deperibile oppure di valutare attentamente le quantità necessarie prima di cucinare. L’85% afferma di conservare il cibo avanzato, di mangiare tutto ciò che si è preparato oppure di controllare se gli alimenti scaduti possano essere ancora consumati.

Consigli e trucchi per risparmiare

  1. Mangia prima di uscire. Studi condotti negli ultimi anni hanno dimostrato che, andando a fare la spesa alimentare a stomaco pieno si è più coscienti di quello che letteralmente si ha bisogno. Andando affamati invece, si é più propensi ad arraffare qualsiasi cosa.
  2. Prima di uscire controlla cosa hai in frigo e in dispensa. Succede spesso di andare al supermercato e di non ricordare cosa si ha in casa: così si finisce per acquistare «doppioni».
  3. Fai la lista della spesa. Proprio per evitare i «doppioni» non fidarti della tua memoria ma prepara una lista scritta, avrai la certezza di non dimenticare le cosa serve e eviterai di acquistare prodotti inutili.
  4. Non portare con te i bambini. Se è possibile sarebbe preferibile andare a fare la spesa senza i figli, frequentemente chiedono di acquistare prodotti che non servono e non è sempre facile dire di no.
  5. Cerca buoni sconto e coupon. A volte vengono abbinati a prodotti acquistati, più spesso bisogna procurarseli. Diversi siti internet distribuiscono coupon e buoni sconto in collaborazione con le varie marche. Vale sempre la pena dedicare del tempo per procurarseli e presentarli alla cassa…e se la persona dietro di te brontola per il tempo di attesa, non sentirti in colpa, non solo è un tuo diritto ma il portafoglio ti ringrazierà.
  6. Non farti distrare. I supermercati hanno i prodotti più importanti alla fine del negozio così sei costretto a fare il giro e magari metti nel carello qualcosa che non ti serve. Per questo è importante non farsi distrare e andare a colpo sicuro nelle corsie dei prodotti scritti nella tua lista.
  7. Acquisto singolo o a pacchi facendo attenzione alle scadenze. Non c’è una regola unica, confrontate sempre i prezzi al chilo, non facendosi fuorviare dalle quantità, senza però dimenticare le proprie esigenze perché se pago meno una cassetta di verdura mai poi ne getto la metà allora è meglio acquistarne meno a un presso più alto ma non gettare nulla. Attenzione al fenomeno della shrinkflation! (https://adiconsumveneto.org/2022/06/24/conosciamo-la-shrinkflation%ef%bf%bc/)
  8. Non comprare verdura e frutta prelavata e pretagliata. Le buste pronte sono sicuramente comode ma costano di più, meglio il fai da te.
  9. Compera frutta e verdura di stagione, se hai qualche dubbio puoi consultare il Calendario stagionalità di frutta e verdura https://sian.aulss9.veneto.it/Calendario-stagionalit-di-frutta-e-verdura preparato dal Il Dipartimento di Prevenzione della USSL 9 Scaligera.
  10. Non farti tentare dalle marche. Ricordati che non sempre una marca famosa è meglio, leggi l’etichetta, gli ingredienti e confronta i prezzi.
  11. Guarda in basso. Esporre i propri prodotti in un supermercato può avere un costo: i prodotti delle aziende che pagano di più vengono posizionati a metà scaffale perché sono ad altezza occhi, più facile da notare e da prendere. Mentre i prodotti meno famosi e che, magari, sborsano meno si trovano negli scaffali in basso, abbassa lo sguardo potresti trovare ottimi prodotti a prezzi vantaggiosi.
  12. Grattugia il formaggio quello imbustato costa di più;
  13. Non bisogna essere pigri e fermarsi dove si è più comodi perché i prodotti hanno prezzi di vendita che variano non solo tra le diverse catene ma a volte anche tra punti vendita appartenenti allo stesso marchio. Sarebbe utile fare confronti di prezzo tra più punti vendita, così da scegliere quello più conveniente dove fare la spesa.

Risparmio annuo ottenibile

Come abbiamo visto, in Veneto la spesa alimentare annua è pari a 5.402,28 euro/anno. Se facciamo attenzione a:

1. ridurre lo spreco;
2. acquistare prodotti di stagione;
3. utilizzare coupon/sconti;
3. verificare cosa si acquista e dove possibile evitare prodotti pretagliati e lavati;
4. Non fermarsi al supermercato più comodo.

Possiamo ottenere un risparmio nell’ordine del 15/20%, vale a dire tra gli 810 e i 1.080 euro/anno

Ma la spesa alimentare non è la sola su cui agire, ci sono molti altri capitoli nel bilancio delle famiglie su cui risparmiare senza rinunciare a nulla ma semplicemente mettendo in pratica alcuni accorgimenti che scoprirete nei prossimi giorni.

categoriarisparmio annuo in euro
ACQUA30 €
ENERGIA ELETTRICA160 €
GAS135 €
SPESA ALIMENTARE1.000 €
CONTO CORRENTE100 €
TELEFONIA MOBILE100 €
TELEFONIA/INTERNET204 €
TELEFONO FISSO30 €
RC AUTO250 €
MUTUO1.128 €
PRESTITO PERSONALE270 €
ACQUISTI870 €
TOTALE RISPARMIO IN UN ANNO4.277
segui i nostri consigli e ti accorgerai quanto potrai risparmiare

Rispondi

Up ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: